Parigi: alla settimana della moda
quest'anno la stylist britannica Rachel Freire ha esposto abiti
confezionati con capezzoli di mucca, 3000 per essere esatti
regalati da una conceria del Regno Unito.
Orrore, proteste degli animalisti, curiosità, in definitiva solo un obiettivo di
marketing raggiunto, altro non conta.
La Alta moda ?
Muore insieme al
vecchio mondo pestato dal nuovo che avanza, che distrugge e non
propone, non suggerisce, non ispira, ormai basta meravigliare,
raccapricciare, fare parlare, ma stile ed arte , chi sa dove sono più?

E' il nostro, il mondo della forza,
vince chi è più furbo, prepotente, arrogante e cattivo. Non c'è
posto per la sensibilità,il bello, la poesia ridotti a puro
enunciato, a pannicello che copre, insieme alla solidarietà pelosa ,
l'egoismo imperante. Se muore il buon gusto, muore il senso del
bello, del rifinito con amore e passione, muore il piacere
dell'abito che, come una sinfonia, nasceva dalla collaborazione di
più soggetti, creazione stilistica , esecuzione artigianale ,
tessuti magici ed esclusivi, sempre nuovi, espressioni del sentimento
del tempo prima che impulso al mercato che pure non mancava affatto.
Cultura del bello, del colore e, perchè no, dell'amore per la
natura, per l'uomo e la donna percepiti come viventi in un ambiente
amico ed armonioso , con abiti che esaltavano la bellezza delle umane
fattezze.
In una società come quella attuale,
arida e sadica, nascono invece idee luminose come quella della
stilista Inglese, con i suoi cadaverici abiti cupi, barbari, che ti
aspetti che grondino sangue da un momento all'altro appena con
raccapriccio nella topposa e rigida creazione individui capezzoli e
mammelle di mucca.Ed è inutile negarlo : lo stilista crea i suoi abiti per precise tipologie di clienti, le sue idee da creativo sono comunque sempre funzionali al mercato, niente di quello che progetta nasce per caso, nè il materiale , nè la foggia. Si deve valutare con attenzione quali saranno i futuri fruitori, e le loro possibilità di spesa. Ogni stilista è immerso nella cultura, nell'anima direi del momento in cui crea. Come una spugna assorbe e rende lo spirito che ha colto. Ecco in foto che spirito ha colto la stilista inglese, brava checchè se ne dica, sangue, morte, cupezza, nessun rispetto per gli animali e per i corpi che indosseranno quegli obrobri mortuari, questo è il nostro tempo, il tempo della globalizzazione forzata, dei milioni di morti per fame, dei torturati, degli indifesi derubati ed abbandonati, dei bimbi rapiti e violati, delle morti misteriose, delle sette .
La stilista tenta di opporsi alle
inevitabili quanto inutili proteste degli animalisti, e lo fa a mio
avviso, con una aberrante argomentazione, che mette in luce
magnificamente l'abisso culturale intriso di sadismo ed
esibizionismo in cui è caduta la nostra società, come d'altronde
le cronache recenti mostrano. Chiarisce infatti la stilista all'
Huffinghton Post : "Amo tutti i 3.000 dei
miei capezzoli, e donerei volentieri il mio corpo se fosse utilizzato
come opera d’arte da una persona responsabile". Immersa direi, senza un grammo di spirito critico in questo mondo , e infatti lo ritrae benissimo, freddamente e crudamente, manca il sentimento, manca la coscienza, questa non è arte.
Dopo di che, non resta molto da dire, la mente corre alla solita, e sempre valida
purtroppo, provocazione di Piero Manzoni, che nel 1961, per
sottolineare l' evidente degenerazione e decadenza dell' arte
moderna , inscatolò, numerando le lattine, le proprie feci,
titolando ogni lattina "merda d'artista" e mise i barattoli
in vendita a peso d'oro. Era una provocazione, ma non fu raccolta.
Manzoni intendeva denunciare un mondo, quello moderno, disposto a
pagare a peso d'oro anche quello che non meritava di esser nemmeno
guardato, purchè fosse firmato e facesse notizia, e cos' fu vendette
la sue scatole, nessuno o quasi parlò del significato della
provocazione, credo ne sia rimasto deluso. Ora ognuna di esse vale, a
detta di Wikipedia 30mila euro. Merda d'autore, verismo, mentre queste strane armature su nudi corpi di donna oggetto di consumo fanno parte del moderno delirio delle menti psicotiche degli aspiranti globalizzatori, menti violente e malate.
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