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Parigi abiti con capezzoli di mucca: specchio di pulsioni sado primitive dei globalizzatori PDF Stampa E-mail

mercoledì 12 ottobre 2011
abito con capezzoli di mucca


Parigi: alla settimana della moda quest'anno la stylist britannica Rachel Freire ha esposto abiti confezionati con capezzoli di mucca, 3000 per essere esatti regalati da una conceria del Regno Unito.

Orrore, proteste degli animalisti, curiosità, in definitiva solo un obiettivo di marketing raggiunto, altro non conta.

La Alta moda ?

Muore insieme al vecchio mondo pestato dal nuovo che avanza, che distrugge e non propone, non suggerisce, non ispira, ormai basta meravigliare, raccapricciare, fare parlare,  ma stile ed arte , chi sa dove sono più?









abiti fatti con capezzoli di mucca

E' il nostro, il mondo della forza, vince chi è più furbo, prepotente, arrogante e cattivo. Non c'è posto per la sensibilità,il bello, la poesia ridotti a puro enunciato, a pannicello che copre, insieme alla solidarietà pelosa , l'egoismo imperante. Se muore il buon gusto, muore il senso del bello, del rifinito con amore e passione, muore il piacere dell'abito che, come una sinfonia, nasceva dalla collaborazione di più soggetti, creazione stilistica , esecuzione artigianale , tessuti magici ed esclusivi, sempre nuovi, espressioni del sentimento del tempo prima che impulso al mercato che pure non mancava affatto. Cultura del bello, del colore e, perchè no, dell'amore per la natura, per l'uomo e la donna percepiti come viventi in un ambiente amico ed armonioso , con abiti che esaltavano la bellezza delle umane fattezze.

In una società come quella attuale, arida e sadica, nascono invece idee luminose come quella della stilista Inglese, con i suoi cadaverici abiti cupi, barbari, che ti aspetti che grondino sangue da un momento all'altro appena con raccapriccio nella topposa e rigida creazione individui capezzoli e mammelle di mucca.Ed è inutile negarlo : lo stilista crea i suoi abiti per  precise tipologie di clienti, le sue idee da creativo sono comunque sempre funzionali al mercato, niente di quello che progetta nasce per caso, nè il materiale , nè la foggia. Si deve valutare con attenzione quali saranno i futuri fruitori, e le loro possibilità di spesa. Ogni stilista è immerso nella cultura, nell'anima direi del momento in cui crea. Come una spugna assorbe e rende lo spirito che ha colto. Ecco in foto che spirito ha colto la stilista inglese, brava checchè se ne dica, sangue, morte, cupezza, nessun rispetto per gli animali e per i corpi  che indosseranno quegli obrobri mortuari, questo è il nostro tempo, il tempo della globalizzazione forzata, dei milioni di morti per fame, dei torturati, degli indifesi derubati ed abbandonati, dei bimbi rapiti e violati, delle morti misteriose, delle sette  .

La stilista tenta di opporsi alle inevitabili quanto inutili proteste degli animalisti, e lo fa a mio avviso, con una aberrante argomentazione, che mette in luce magnificamente l'abisso culturale intriso di sadismo ed esibizionismo in cui è caduta la nostra società, come d'altronde le cronache recenti mostrano. Chiarisce infatti la stilista all' Huffinghton Post : "Amo tutti i 3.000 dei miei capezzoli, e donerei volentieri il mio corpo se fosse utilizzato come opera d’arte da una persona responsabile". Immersa  direi, senza un grammo di spirito critico in questo mondo , e infatti lo ritrae benissimo, freddamente e crudamente, manca il sentimento, manca la coscienza, questa non è arte.

 

Dopo di che, non resta molto da dire, la mente corre alla solita, e sempre valida purtroppo, provocazione di Piero Manzoni, che nel 1961, per sottolineare l' evidente degenerazione e decadenza dell' arte moderna , inscatolò, numerando le lattine, le proprie feci, titolando ogni lattina "merda d'artista" e mise i barattoli in vendita a peso d'oro. Era una provocazione, ma non fu raccolta. Manzoni intendeva denunciare un mondo, quello moderno, disposto a pagare a peso d'oro anche quello che non meritava di esser nemmeno guardato, purchè fosse firmato e facesse notizia, e cos' fu vendette la sue scatole, nessuno o quasi parlò del significato della provocazione, credo ne sia rimasto deluso. Ora ognuna di esse vale, a detta di Wikipedia 30mila euro. Merda d'autore, verismo,  mentre  queste strane armature su nudi corpi di donna  oggetto di consumo fanno parte del moderno delirio delle menti psicotiche degli aspiranti globalizzatori, menti violente e malate.


abiti con capezzoli di mucca

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