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Marista
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Parliamo del crollo dell'Impero Romano la Storia si ripete .. capisci ‘a mme! PDF Stampa E-mail
martedì 25 maggio 2010
nerone ustinovDal film Quo Vadis? La fine di  Nerone ( Peter Ustinov)

G.B Vico lo intuì con lucidità: "Historia se repetit" ("la storia si ripete"). L'uomo  è  si  artefice del proprio destino, realizza quindi  le sue proprie idee,  ma lo farà seguendo determinate fasi, perchè secondo Vico,  c'è una legge che  governa la storia e che si ripete eternamente, ad infinitum, solo che l'effetto delle sue azioni va sempre oltre i suoi propositi.
 Grazie a questo, l'uomo realizza  qualcosa in più rispetto al suo volere,  questo di più  altro non è se non  il ripetersi delle realtà storiche del passato.

Qualcuno ha notato che in questo caso  si avrebbe un andamento a spirale della Storia.

Parliamo allora  in breve del crollo dell'Impero Romano, così alla buona come posso, ripercorriamo la sua fine e cerchiamo le similitudini col presente,  vediamo che ne vien fuori.

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A Roma una fontana dalle acque magiche potenti rimedio contro il malocchio PDF Stampa E-mail
sabato 16 gennaio 2010

fontana obelisco san giovanni
Questa fontana si trova a ridosso dell’obelisco lateranense, innalzato nella piazza da Domenico Fontana nel 1588,.

Abbiamo spesso scherzato da giovani sulla fontana contro il malocchio, sapevamo della leggenda che vuole che se nella notte di San Giovanni ti bagni le mani nella acqua della bella fontana ai piedi del grande obelisco , terrai lontano da te i malefici delle streghe e il malocchio. 

Quindi per propiziare  i prossimi esami della sessione estiva, o per tovare il giusto fidanzato in barba al malocchio gettato dalla vicina invidiosa o dalla amica  gelosa, una tappa alla fontana di Piazza San Giovanni  la notte tra il 23 ed il 24 giugno , un tempo era tradizione abbastanza seguita.


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Il mito della fenice e le voyage di Baudelaire PDF Stampa E-mail
lunedì 16 novembre 2009


La leggenda dello splendente uccello di fuoco, mitico animale che risorge dalle proprie ceneri,  attrae ed affascina da sempre l'uomo.
Ha origini sciamaniche, deriva dalla tradizione mongolo-siberiana in cui il re - sacerdote sciamano in sogno o durante la danza rituale ascendeva  lungo il tronco dell'albero cosmico  su fino al sole per tornare sulla terra, diventando  così uomo - luce,   che poi altro non sta a simboleggiare che la trasformazione spirituale  dello sciamano che , passato attraverso i molteplici livelli dell'essere, diventa spiritualmente immortale.





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Re Mida e le Banche, ci sono similitudini, ma ora basta: si tornerebbe alle regole PDF Stampa E-mail
martedì 12 maggio 2009


Tremonti ha accennato al fatto che le Banche somigliano a Re Mida e che sarà necessario  mettere uno stop e tornare alle buone vecchie regole.

 Speriamo bene, perché se posso immaginare che il Governo sia animato da ottime intenzioni, non mi sento di giurare sulla assennatezza di organizzazioni  che , nonostante  gli enormi privilegi di cui godono, parrebbero esser riuscite  per loro insita avidità ad impoverire noi tanto, da rischiare di fare loro la fine di re Mida, vittima della propria avidità, visto che la tanto disprezzata economia reale agonizza più di quanto si voglia ammettere, mettendo molti spocchiosi soggetti in difficoltà.


Lasciamo  Banche e politici nella loro broda e andiamo a raccontare la storia del Re avido quanto un banchiere.

Intanto diciamo che  Re Mida, esistette davvero, era un re di  Frigia che ebbe la ventura di incontrare in un bosco Sileno, giocondo precettore di  Bacco il giorno in cui il buon Sileno che  aveva preso come di consueto una solenne sbornia e si era addormentato tra l'erba, fu legato come un salame per burla da alcuni contadini .  Mida  lo aiutò, lo liberò e lo ospito, Sileno grato  promise di soddisfargli un desiderio. Il Re espresse il desiderio che ogni cosa lui avesse  toccato  si  sarebbe trasformata in oro. Fu esaudito e rischiò di morire di fame, visto che anche il cibo  si trasformava nel giallo metallo.  Fu ancora una volta fortunato : Bacco si impietosì e lo mandò a lavarsi nel fiume che da allora trasportò pagliuzze d'oro, mentre Mida tornò normale.

 

Le orecchie d'asino di Mida

 

Mida era destinato a non aver pace: dopo l'avventura  con il precettore di Bacco, ebbe  la sventura di trovarsi, quale re di Frigia, a dover giudicare di una sfida che  l'imprudente Sileno Marsia, aveva senza volere lanciato al pericoloso Apollo, questi infatti , saputo che il Sileno aveva osato dire che nemmeno Apollo sapeva suonare il flauto bene come lui, apparve a Marsia  in tutto il suo fulgore, coronato di alloro, portando la sua cetra di oro e avorio: " Accetto la sfida, giudici saranno le Muse e Mida, il re di queste terre".

 


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ROMA un "purcino speciale" a Roma PDF Stampa E-mail
sabato 04 aprile 2009





























Piazza di Santa Maria sopra Minerva  è un gioiello, chi ne avesse tempo potrebbe  trascorrervi giornate intere   e ammirandola pezzo a pezzo  le tante sono le  bellezze artistiche  racchiuse nella Chiesa.

Ma per chi volesse visitare a fondo  questa città è utile anche la conoscenza di tutta una  serie di aneddoti e storie curiose di Roma, che aggiungono sale e aroma alla bellezza della città eterna, la cui particolarità è  non solo nei monumenti, ma anche nel ricordo  di quel particolare mondo che espresse queste bellezze  e nella impronta che ancora resta  di modo che  perdino i monumenti e le bellezze della città , si impreziosiscono non solo dei colori e del famoso venticello di  Roma, ma anche delle tracce, dello spirito  di un popolo  timorato e dissacratore al tempo stesso, tenero e a volte soprendentemente violento,  poeta e  sognatore,ma disincantato, un unicum  assolutamente non riproducibile ed affascinante.

Scrivo della Chiesa che sorge alle spalle del Panteon edificata appunto sui resti di un tempio dedicato a Minerva.

Per esempio, vi siete mai chiesti come mai il popolo romano sia potuto arrivare a chiamare l'elefantino che fa mostra di sé al centro della piazza, il "pulcino della Minerva"?
E' una storia divertente , e vi è compresa una delle piccole vendette del grande Bernini.

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Da Facebook appello per salvare libreria Remainders di Roma a Piazza san Silvestro PDF Stampa E-mail
giovedì 18 dicembre 2008


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cultura è  una cenerentola in Italy. Ne parlano in molti, la invocano, ma in realtà l’impressione è che le si neghi la attenzione che meriterebbe.

 

Altrimenti non sarebbe possibile il silenzio, rotto che io sappia solo  Facebook e dai blog, ma non riportato dai media locali, ch non son pochi, su un nuovo misfatto che si sta per consumare nel cuore di Roma a Piazza San Silvestro: stanno per  fare chiudere la libreria Remainders.

 

Andiamo con ordine: intanto una libreria remainder  per chi lo ignorasse, è quel luogo benedetto in cui le giacenze o le rimanenze vengono vendute a metà prezzo o comunque scontate fino al 70% ed oltre. E non si tratta di frequentarle solo perché si risparmia, potete trovarci libri rari, fuori produzione, non di rado potete fare veri e propri affari.

 

Per me romana  la libreria di San Silvestro è particolarmente cara, pensate che è lì dal 1965 e noi studenti ne accogliemmo la apertura   con gioia, consapevoli che il sistema di vendita era un ottimo veicolo di cultura e democratizzazione della cultura, funzione che sarebbe indispensabile esaltare e propagare e non affossare.

Il problema su cui forse si apre qualche spiraglio viene dalla indisponibilità dei proprietari dei locali a ricontrattare un prezzo accessibile al tipo di negozio.

Intanto su Facebook l’appello rivolto agli internauti  ad aderire alla petizione rivolta al Comune di Roma e alla Camera dei Deputati per cercare una soluzione alternativa alla chiusura, trova molti aderenti.

 

Questo il link, mi raccomando FIRMATE, costa niente e vale molto per tutti noi !!

 

http://firmiamo.it/sosremainders

 


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