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Parpaiola LfG n. 43 La Marina Mercantile davvero significa benessere per i popoli? PDF Stampa E-mail

Scritto da Marista Urru   
sabato 08 gennaio 2011
Bairiki capitale kiribatiBairiki capitale della repubblica delle isole  Kiribaki

La Storia dell'odierna Marina Mercantile ricomprende tutte le Storie ed eventi che l'umanità ha scritto durante il suo cammino nei secoli.
E' pertanto una storia non di sole Navi, commercio e guadagni, ma è anche la Storia di Uomini che sono stati formati dalla particolare Vita degli uomini di mare, grama e complessa finché si vuole, ma anche sana e schietta, e non certo adatta per le mezze calzette.
E' una Storia di Popoli, di conquiste, ma anche di tragedie e di Morte. Gli antichi romani dicevano che la Navigazione ed il commercio via  mare, sono  necessari, obbligatori,  all'evoluzione e alla sopravvivenza dei Popoli.

Ma questo è vero per tutti i Popoli?

Durante la sua Omelia per il 150. Anniversario della Missione Marittima a Bremen il 14 Agosto del 2004, il Missionario Peter Bick ha ricordato che  la Navigazione non portò solamente Benessere, bensì anche Morte e distruzione.



 

Nei Secoli passati, la scomparsa di intere popolazioni non avvenne attraverso Guerre locali tra le varie Tribù, queste scaramucce tra villaggi non comportavano mai lo sterminio di intere Popolazioni.

L'annientamento di intere Popolazioni di nativi arrivò sotto forma di malattie, e si nascondeva persino nelle usanze e costumi imposti loro dai valorosi conquistatori che nel nome di Dio soggiogarono interi Continenti.

Era una scomparsa silenziosa quella che nel corso di un paio di secoli, attanaglio e annientò intere civilizzazioni e culture, sviluppatesi fuori dalla sfera del cristianesimo europeo.

Fu una pandemia veloce e spietata che in poco tempo sterminò Popoli antichissimi che nel corso dei millenni avevano sopravvissuto a Cataclismi e Catastrofi di ogni genere. 

Molti di noi con un volgare, perfido cinismo ed autentica cattiveria, chiamano questi vergognosi eventi: "selettività naturale di Madre Natura".

Altri più crudelmente ancora, come se veramente avessero facoltà di Vita e di Morte sugli altri, la chiamano addirittura: Evoluzione.

Tutto questo  in realtà non ha niente a che vedere con l'Evoluzione.

Personalmente ritengo che il termine  il progresso, dovrebbe stare ad indicare il miglioramento della Vita su questa Terra, non la distruzione del Pianeta, non lo sterminio di interi Popoli.

Senza contare che  tutto questo scempio , senza di tanti se e ma, non  porta ad altro che al nostro stesso eccidio.

La stagnazione dei Valori Umani e lo sterminio dell'umanità iniziò  quando si affermarono  i principi del guadagno a tutti i costi e la ricerca sfrenata di ricchezze e oblii che ai nostri giorni, arriva persino a insidiare un adeguato rinnovo della specie Umana per assicurarne la sua esistenza sul Pianeta.


fauna isole kiribatiNella sua Predica il Pastore Bick ci ha raccontato della Tribù Indiana dei Timucuan che fu scoperta dagli spagnoli nell'attuale Florida, scoperta, battezzata, civilizzata e distrutta.

A quel tempo si scriveva l'Anno del Signore 1565, nemmeno 200 Anni dopo, nell'Anno del Signore 1729 moriva l'ultimo rappresentante dei Timucuan.

Cosi come gli altri prima di lui, anche lui morì grazie agli usi e costumi imposti dai conquistadores spagnoli e tutto questo naturalmente nel  Nome di Dio e del Re.

Solamente nel Continente Nord Americano morirono 40 milioni di persone e sembra che a quel tempo i superstiti sperassero di morire presto, piuttosto che vivere in modo a loro alieno e crepare lentamente di stenti, di malattie e pestilenze varie.

I Tesori e gli El Dorado rubati servirono poi a mettere le fondamenta della nostra moderna società industriale, a costruire Navi ancora più grandi e veloci, a creare nuovi Imperi e a soggiogare ancor più Popoli.

Oggi giorno le cose appaiono  naturalmente differenti, ma  siamo convinti che lo siano davvero?

Mentre per molti di noi le moderne Marine Mercantili sono considerate come anello di congiunzione tra i Popoli ed i Continenti, indispensabili allo Sviluppo e al Commercio, diversi Popoli del terzo Mondo al contrario, guardano alle diverse Marine Mercantili come l'unica via di salvezza dalla miseria e dalla povertà cronica.

Proprio per questo e solamente per questo i pochi sopravvivranno ancora per un poco, mentre i molti moriranno.

I pochi, i giovani, gli intelligenti tra loro sopravviveranno  perchè  si adegueranno al nostro decadente stile di Vita. In questo modo però priveranno il terzo Mondo della loro presenza e  del contributo necessario alla continuazione della loro Civiltà e cultura però, rendendone  più rapido il  declino.

Molti dei pochi diventeranno Medici, ma non praticheranno in Africa o in Asia o in Oceania, nei loro villaggi, o Isole, bensì negli Ospedali e nelle Cliniche dell'Uomo bianco, con buoni guadagni e prospettive di carriera, mentre nei loro villaggi i nativi creperanno per mancanza di cure adeguate, e di miseria e di fame.

Molti di loro moriranno, non perche oggi la Navigazione Mercantile è portatrice di morte, moriranno perche vorranno scimmiottarci e vivere come noi, dimenticandosi delle loro sane usanze e costumi.

Vorranno fare come noi, ma con la loro mentalità, non con la nostra, e questo aprirà e sta aprendo la strada alle violenze,  alle carneficine,  alle  stragi che ogni giorno si leggono sui giornali.

Alla fine, quali provetti giocolieri, armati sempre di nuove idee e illusioni, pronti a illuderci e a illudere fino alla fine, toccherà a noi soccombere, e proprio a causa della nostra magna imbecillità.

Oggi giorno senza il Commercio via Mare da noi si spegnerebbero le Luci, tutto si fermerebbe in modo definitivo e ultimativo e molti di noi soccomberebbero semplicemente perché non siamo ormai  abituati ad una vita anche solo di poco diversa dalla  attuale norma, e questo  perché troppo inesperti, ma anche  deboli di mente e carattere.

 

La maggior parte però morirebbe perché abbiamo dimenticato come si fa a vivere senza energia elettrica, abbiamo dimenticato molte arti artigiane, non sappiamo più usare un'incudine ed un martello, per costruirci un aratro, ci siamo resi schiavi degli automatismi e abbiamo avvelenato le nostre fertili terre al punto che senza sostanze e concimi chimici non riusciremmo più nemmeno a far germogliare la gramigna.

Convertiamo a Deserto migliaia di Chilometri quadrati di Foresta Vergine ogni Anno e non ci accorgiamo che cosi facendo ci stiamo ammazzando tutti quanti.

Non conosciamo più l'umiltà, la nostra ignoranza e la nostra cupidigia ci impediscono di essere umili.

Parole come amor prossimo o rispetto dell'altro, del diverso, del meno agiato e fortunato ci sono aliene.

Solamente l'avidità ci sprona avanti.

Solamente la brama di comandare, di voler farsi vedere più savio e intelligente degli altri, di dominare gli altri, tutto questo influenza il nostro fare, e ci comportiamo di conseguenza, senza ritegno e senza scrupoli, senza nemmeno arrossire.

Pochi  invece percepiscono  il Trasporto Marittimo come fonte di distruzione del loro Mondo, questi ultimi sono quelli che hanno gli occhi aperti, e vedono bene come viviamo e cosa stiamo facendo al Pianeta.

Quest'ultimi vedono la nostra civiltà come un araldo di Morte per le loro Terre e Isole sparse nelle vastità dell'oceano Pacifico.

 

»La vostra civiltà ci ha portato solamente distruzione e ha fatto perdere l'identità nazionale a molti di noi. Chief, il vostro Mondo da noi ha rovinato tanta brava gente e ora sta distruggendo le nostre Isole,« mi disse una sera uno dei nostri marinai delle Isole Kiribati, durante una nostra conversazione a Bordo della MN. NEMUNA, dopo che mi aveva mostrato un Video del suo vasto Mondo insulare nel bel mezzo dell'oceano Pacifico.

Il Giovane mi aveva mostrato un Video delle sue Isole, di villaggi senza luce elettrica, di Capanne fatte con foglie di Palme, del modo tradizionale che aveva la sua Gente di cucinare il cibo, in prevalenza Pesce  avvolto in foglie di Palma e messo a lessare in una cuna nella sabbia, sopra delle pietre riscaldate al fuoco aperto.

Mi aveva fatto vedere la sua capanna dove viveva con sua moglie e i suoi due bambini, e il piccolo generatore portatile di corrente elettrica, che si era potuto comprare lavorando sulle Navi.

Mi aveva parlato di antiche usanze, di come pescavano e  spiegato che chiedevano al Mare e alla Terra solo quanto loro bastava per vivere.

Quella Sera mi aveva raccontato degli Uragani e degli tsunami immortalati nelle loro leggende e racconti, ed ai quali nel corso dei secoli e dei millenni i suoi antenati avevano sopravissuto.

Me ne stavo li, quasi rapito dai suoi racconti, ascoltavo quasi con umiltà queste storie di cose lontane, e il ricordo, il rumore di vite da me mai vissute ma ben radicate e piantate nel profondo della mia memoria, balzavano prepotenti nella mia percezione, ricordandomi dei Mondi passati.

Il ragazzo aveva buttato quella  frase che vi ho riportato,  come se fosse un gioco di parole, una frase da convenevoli, da Small Talk, ma nel mio essere, essa tuonò come un colpo di Fulmine.

Poi mi mostrò un altro Video di spiagge erose dal Livello dell'oceano che inesorabilmente pian piano si alzava, mi fece vedere pozzi d'acqua potabile ormai contaminati dalla salsedine, di terreni distrutti dal Sale, di Palme stecchite e abbattute dall'erosione marina, di Isole ormai semisommerse ed inabitabili. 

»Vedi Chief, noi siamo sopravissuti a tutto questo, gli Tsunami gli Uragani, perfino agli Inglesi: quelli vennero e chissà poi con quale diritto ribattezzarono le mie Isole in Isole di Gilbert , ma dato che da noi non c'era niente da rubare ci lasciarono in pace e dopo un poco se ne andarono via.

 Ma sono  la vostra civilizzazione e cultura invece che distruggeranno  il nostro Mondo, questa volta però anche il vostro perirà, e voi tutti perirete con noi.«

Diversi Anni prima a Bordo della Motonave AMRUM, due giovani marinai Russi mi spiegavano che, secondo loro, noi occidentali eravamo ormai sulla via del declino, avvelenati ed accecati dalla nostra stessa scempiaggine e crudeltà verso il nostro habitat e noi stessi.

Ora mi sentivo dire da un giovane marinaio delle Isole Kiribati che  gli Europei erano paragonabili ad un nugolo di fameliche Cavallette che migrano da un Campo fiorito all'altro distruggendo tutto al loro passaggio.

In un certo senso non potevo dargli torto, il nostro senso di inciviltà verso noi stessi, ci porta ad incolpare il Mondo, gli altri sono per noi la colpa e la fonte di tutti i nostri guai, dei nostri mali.

Il Sistema di cui facciamo parte e che noi stessi abbiamo contribuito a creare, con le nostre vigliaccherie e servilismi e cupidigie è anche colpa nostra e ci dimentichiamo, sempre troppo giusti e benevoli verso noi stessi, che in fondo tutto questo è colpa nostra, di ogni singolo individuo.

Non ci piace nemmeno  sentircelo  ricordare. La parte peggiore di noi  in tale caso  s'inalbera  e, dimenticando stoicamente dei propri difetti e vizi, accusa con perspicacia e far da sapientone gli altri dei propri mali, ma se ci pensiamo bene,  in modo alquanto meschino e abietto troppo spesso ormai  l'uomo dimentica, che per gli altri, gli altri siamo noi.

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