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Il gatto domestico leggende e superstizioni PDF Stampa E-mail

Scritto da Marista Urru   
martedì 07 ottobre 2008



Parrebbe che sia possibile ricollegare l’origine del gatto domestico addirittura alla temibile Tigre con i denti a sciabola: un cranio di questo animale fu trovato in una caverna in Brasile e gli studiosi  hanno rilevato che presentava per conformazione ossea ed arcata dentaria, diversi punti di contatto con il comune micio.

Comunque i più ritengono che i primi ad addomesticare gatti siano stati gli Egiziani e che la comparsa in Europa dei gatti sia dovuta ai Fenici e risulta appurato che i  felini apparsero sulla terra molto prima dell’uomo. Erodoto, storico Greco ci riferisce che nell’antico Egitto la uccisione di un gatto veniva punita con la morte e nelle case il gatto veniva trattato come un membro della famiglia e se un gatto moriva , per legge  tutti gli abitanti della casa dovevano radersi le ciglia in segno di lutto.

Anche presso gli antichi Britanni erano protetti da leggi ad hoc, la uccisione di un gatto andava risarcita al padrone in proporzione alla sua capacità e maestria nella uccisione dei topi




Noè ed i gatti : una delle tante leggende sui gatti racconta che  quando Noè ebbe  raccolto gli animali nella arca non vi avesse messo i gatti, per il semplice motivo che ancora non esistevano, questo fece sì che con tutte le scorte di alimentari ammassate , i topi si moltiplicassero a dismisura.

Noè disperato andò dal leone, il re degli animali che , starnutì due minuscoli felini, due gatti  che in poco tempo fecero man bassa dei topi e quelli che sfuggirono proseguirono il viaggio terrorizzati in un buco.

Leggenda cinese: il gatto sarebbe figlio di una leonessa e di uno scimmiotto.

 

Superstizioni : Fu purtroppo associato anche alla stregoneria, le streghe ne avrebbero tenuto uno con sé e addirittura si credeva che a volte ne assumessero le sembianze, si ricorderà un bellissimo film con Kim Novak a proposito, che ebbe successo non solo perché l’attrice era al culmine della carriera, ma anche perché bambini ed amanti dei gatti  si recarono nelle sale cinematografiche in massa ad  ammirare il bellissimo siamese, alla fine il vero protagonista.

 

In Inghilterra il gatto nero è simbolo di fortuna e se ci attraversa la strada  è meglio, mentre  nello  Yorkshire il gatto nero va accolto in casa, specie  in quelle dei pescatori, come buon augurio che essi tornino sani e salvi.

Gatti –fantasma.

Notevole è la casistica di  case infestate da gatti- fantasma. In una vecchia casa in Sardegna per esempio, mi capitava da bambina verso il tramonto di veder salire le scale un bel micione  grigio tigrato, che era insensibile ad ogni richiamo ed offerta di cibo: saliva verso il lavatoio e.. spariva. Ne chiesi spiegazione ai padroni della casa presso cui eravamo ospiti, e con un certo imbarazzo mi dissero che apparteneva al “monsignore” che abitava al piano di sopra , e tagliarono corto, solo che al piano di sopra c’era un lavatoio, poi la vecchia tata mi disse che era un gatto –fantasma, pensai ad uno scherzo . Dopo tanti anni da adulta, mi è capitato di rivedere un gatto fantasma, ma in casa mia e per un lungo periodo, me lo tenni per me, finchè mio padre in casa nostra per qualche giorno, non mi  fece notare che era stato sciocco nascondergli la presenza in casa di un così bel micione.. insomma, lo vedeva anche lui , uno che negava con forza l’esistenza dell’inspiegabile. Seppi poi dai vicini che nella collina dove risiediamo è facilissimo avvistare “ombre di gatti” ed altre cose, di cui  “è meglio non parlare”, tanto non fanno male a nessuno. Insomma i gatti-fantasma esistono e non sono rarissimi.

Un'altra leggenda spiega il perché del caratteristico nodo che spesso i siamesi hanno sulla coda. Un giorno una coppia di gatti  di corte si recò nel bosco per cercare un calice che era stato rubato a corte. Lo trovarono, ma era troppo pesante per trasportarlo. Così decisero che  la femmina sarebbe rimasta di guardia mentre il maschio avrebbe cercato aiuto.
Ma la gatta  incinta si accorse che  stava per partorire e per non perdere il calice durante il travaglio, se lo legò alla coda.

Quando il maschio tornò, quattro giorni dopo, trovò la gatta che allattava i micini con il calice ancora legato alla coda, e quando andò a sciogliere la coda, vide che  era rimasta come  annodata. Quel nodo l'avevano anche i gattini , sarebbe stato da allora un segno proprio dei gatti siamesi.

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