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Fantasmi: a Salò sul lungo lago riappare il fantasma di Claretta Petacci PDF Stampa E-mail

Scritto da Marista Urru   
lunedì 22 ottobre 2012

brescia Lungolago

Dal “Giornale di Brescia”


Uno spettro si aggira per Salò. È stato visto almeno tre volte, sempre nello stesso punto del lungolago Zanardelli, all'altezza dell'ottavo lampione della passeggiata partendo dal ponte Viganò, di fronte alla gelateria Vassalli. Lei (l'illustre defunta è una donna) è nientemeno che Claretta Petacci, l'amante di Benito Mussolini, con cui condivise i giorni gardesani della Rsi e il tragico destino finale. Bella ed altezzosa, fasciata da un abitino leggero anni Trenta, Claretta sarebbe apparsa a Salò in almeno tre occasioni.




Tante sono le segnalazioni registrate dal forlivese Massimo Merendi, cacciatore di fantasmi all'italiana e presidente dell'associazione National Ghost Uncover. Camice bianco in stile Ris, con la classica valigetta contenente la strumentazione necessaria a rilevare flussi magnetici e presenze inconsuete, Merendi ieri è giunto sul lago con Gianfranco Morgagni, responsabile tecnico dei Ghost Uncover, per annunciare l'apertura di un fascicolo sul misterioso caso salodiano e per i sopralluoghi preliminari.

«Le tre segnalazioni - spiega Merendi - sono arrivate in momenti differenti e da persone che non si conoscono tra loro». La prima risale ad oltre un anno fa, estate 2011, poco prima di Ferragosto: verso le 23 tre ragazzi bresciani di 26, 28 e 32 anni notano una bella signora, un po' demodé ma molto elegante, che si rivolge ad uno di loro presentandosi: «Sono Claretta». Non aggiunge altro e, d'un tratto, svanisce. I tre ragazzi ne parlano con un socio milanese di Ghost Uncover. Viene informato Merendi, che però non dà troppo peso alla segnalazione.

Secondo avvistamento nel novembre 2011: cinque componenti di una comitiva stanno passeggiando sul lungolago quando, all'altezza dell'ottavo lampione, vedono Claretta nel suo vestitino leggero, nonostante la stagione. «Guarda quella come va in giro», commentano, e l'apparizione, questa volta senza proferir parola, si dissolve nel nulla.

Terzo avvistamento nell'aprile scorso. Quattro turisti, due siciliani e due lombardi, rivedono, sempre nello stesso luogo, Claretta. Tre di loro la sentono chiaramente dire: «Ben ha detto: adesso basta!» ed altre frasi, più sanguigne, che riguardano la situazione politica italiana. «Un messaggio alla nazione del Duce per interposta persona», commenta Merendi, senza rivelare il contenuto delle affermazioni. Il quarto turista del gruppo, poco distante, sta riprendendo il lungolago con una telecamera. «Ha inquadrato il fantasma, stiamo studiando il filmato», dice Merendi, che aggiunge: «Abbiamo valutato l'attendibilità dei racconti e siamo qui per approfondire. Se otterremo i permessi, in febbraio manderemo a Salò una squadra per monitorare la zona per 48 ore».

Niente aspiratori molecolari, tute o zaini fantascientifici da disinfestatori, però. Si tratta di un furgone con telecamere a infrarossi, rilevatori di cambiamenti di calore e umidità e sensori acustici. Tutto controllato da quattro persone: due tecnici ai monitor e due testimoni, uno che crede ai fantasmi, l'altro iperscettico. L'obiettivo è studiare il caso con cautela e razionalità, «partendo dalla convinzione - conclude Merendi - che si possa trovare una spiegazione pratica ed empirica. Niente è dato per scontato e niente è dato per assodato fino a prove scientifiche certe».

L'unica cosa di cui sono davvero certi questi goliardici indagatori dell'occulto è che «i fantasmi non sono mai pericolosi. Se non quelli che abbiamo nella nostra testa e nel nostro cuore». E se lo dicono i Ghost Uncover, c'è da crederci.

Simone Bottura

riproduzione riservata © www.giornaledibrescia.it


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