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Le campane tibetane ed il loro suono PDF Stampa E-mail

Scritto da Marista Urru   
giovedì 04 settembre 2008
 

Questa che vedete qui  illustrata è una campana tibetana, a prima vista una semplice e bellissima ciotola di metallo, in realtà un prezioso oggetto da cui i monaci tibetani traggono suoni in armonia con le sfere celesti, trasmettendo vibrazioni particolari a chi suona e a chi ascolta.

Il canto dei monaci  del tibet è qualcosa di particolare, i mantra e il suono ti penetrano nel cuore e da li arrivano alla tua mente. Vibrazioni e musica arrivano a risvegliare il suono primario, l’OM originario, il suono primordiale detto Nada Brahama nelle Upanishad, cioè il Suono Creatore.

Non è affatto strano, come noi occidentali siamo spesso portati e ritenere , che tali vibrazioni  abbiano effetti positivi sia sul fisico che  sullo spirito di chi li produce e di chi li ascolta.

D’altra parte, non possiamo  dimenticare che la consapevolezza di questa indubbia capacità dei suoni e delle armonie erano insiti e praticati in tutte le antiche civiltà.

Non sono tutte uguali  le campane tibetane, cambiano ovviamente le dimensioni, la lega e lo spessore. La lega è una composizione di 7 metalli, che variando nelle proporzioni , variano suono e vibrazione. Ad ogni metallo corrisponde un pianeta:

 

                                       Oro          Sole

                                 Argento         Luna

                               Mercurio         Mercurio

                                     Rame        Venere

                                     Ferro         Marte

                                   Stagno        Giove

                                  Piombo        Saturno

Nella seconda parte dell'articolo (a grande richiesta) un esempio del suono delle campane tibetane. Per usarle : tenere la ciotola sulla punta delle dita  all’altezza del plesso cardiaco e con un batacchio di legno fatto scorrere lungo il bordo esterno ed in senso orario esercitando una certa pressione, si ottiene il suono primordiale; l’energia sonora creata dalla campana si correla alla energia del cuore. Chi ha provato afferma che effettivamente ci si sente immersi in una bolla di energia che si allarga man mano che il suono si propaga più intensamente. Si verrebbe a formare una vera e propria concorrenza di fase fra la campana e la persona inducendo la persona ad uno stato di profonda calma interiore e  esteriore, fino a favorire il raggiungimento degli stati meditativi più profondi. Cose queste che anche gli occidentali  che praticano lo Yoga correttamente  conoscono e potrebbero ampliare. Io avendo avute esperienze  di Yoga per troppo breve tempo, anche se notevoli, oltre per ora non vado.

Qui sotto potete ascoltare un esempio del suono di una campana tibetana accompagnata da un sottofondo di flauto (file tratto da Alchemy Studio).

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