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Marista: sono andata a fare la spesa PDF Stampa E-mail

Scritto da Marista Urru   
venerdì 18 luglio 2008


Io amo le verdure e vivo di frutta, e mi sono stancata di mangiar frutta che sa di niente a meno che non provenga da quel pochissimo che produce il mio quasi-giardino. Avevo desiderio di un melone vero, del suo profumo, di una lattuga che profumasse  e scroccasse, di fagiolini veri e non di plastica.

Ho quindi vinto la mia innata indolenza, la mia pigirizia e sono andata  negli orti dietro casa mia, mi avevano detto che ce ne sono che fanno vendita diretta e che sono regolarmente segnalati da cartello. Debbo dire che ero scettica, morti i miei abituali rifornitori vignaioli amici, ero convinta che avrei trovato la solita robaccia dura e mal coltivata, troppo fertilizzata col  solito chimico ( che rende tutto duro insapore e plasticoso).

Invece una bella sorpresa : sono entrata in un orto pulito e ben irrigato, ho potuto comprare veri

 
fagiolini sottili e certo genuini, zucchine bellissime, anche se, orrore! Non erano tutte della stessa grandezza e penso che un Commissario Europeo sarebbe svenuto povero caro; ho trovati due meloni, non della stessa grandezza, uno addirittura era un poco storto e lo avevano coltivato lo stesso, non lo hanno buttato ed io lo ho già assaggiato riprovando l’emozione di un vero melone la cui buccia profumava  e non aveva sentore di cassetto vecchio, visto che non veniva da chi sa che angolo sperduto del globo. Per non parlare dei veri pomodori insalatari e delle vere cicorie. Tutto a prezzo più che concorrenziale col mercato o super mercato che è la stessa cosa da noi almeno

Poi, visto che uno o due prodotti erano stati fatti fuori da un ristoratore ( quello che mi aveva indicato l’orto)  prima di me, sono andata alla bancarella di un altro vignaiolo dove ho pagato un po’ di più, ed è intuibile  il perchè dato che la bancarella te la fanno pagare salata .. ci inzuppano in parecchi dal Comune ovviamente, ad altre “tasse” che non mi ha voluto specificare, ma si fa presto ad informarsi volendo. Comunque anche lì ho trovato verdure genuine , profumi e sapori dimenticati.

 

E’ stato un diversivo, che io mi sono potuto permettere perché vivo quasi in campagna. Mi rendo conto che in città è tutto più difficile e la truffa anche nei mercati  rionali alligna facile. Penso che però sta anche un poco alla nostra buona volontà ed  alla nostra capacità di esercitare il “libero arbitrio”: certe infami sozzerie che i Supermercati ci affibiano, dobbiamo lasciargliele  nei banchi sempre più spesso. Dovremmo pretendere che nei mercati rionali ci siano i vigniaioli e non i banchetti di quei produttori di “finto biologico” che ci vendono cara la triste merce della cooperativa nota o del solito grosso produttore  ammanicato, che pare abbia come tanti ,  creato coltivazioni finto- biologiche per accaparrarsi i fondi dall’Europa e che mi dicono ( e non so se è vero) stiano già intrufolandosi alla grande nei famosi Farmers markets.

 

Non ci informano e non è facile districarsi nelle mezze verità, nelle favole metropolitane, nella disinformazione, ma vivaddio, il gusto e l’olfatto ci restano ancora credo, usiamoli contro i nostri nemici che sono tanti e potenti, ma se noi teniamo chiuso il borsellino.. si possono attaccare al tram!!

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