Benvenuto su questo spazio. Molti sono gli argomenti: troverai attualità, schede di giardinaggio, ricette di cucina, articoli sulla natura, parapsicologia, mitologia, favole, poesie, letteratura, la Roma del tempo che fu. Spero che trascorrerai attimi piacevoli e sereni e, se vorrai intervenire o contattarmi, ne sarò felice.

Marista
Siete in: Home arrow Articoli arrow la violenza contro le donne finalmente come violazione dei diritti umani, un fatto culturale..ma..
Ricerca personalizzata
Amministrazione
la violenza contro le donne finalmente come violazione dei diritti umani, un fatto culturale..ma.. PDF Stampa E-mail

Scritto da Marista Urru   
sabato 24 novembre 2007

Bellissima manifestazione, tante  tante donne insieme. In apertura uno striscione che denunciava: "La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini». La violenza contro le donne come  violazione dei diritti umani, finalmente!

C’erano donne anche afgane e rom, benissimo. Si è detto che il maschio deve smetterla di essere sopraffattore, giustissimo. Ancor più giusto, ed era ora che si dicesse è stato  affermare che la violenza alle donne è soprattutto un fatto culturale.

Ecco il punto interessante :  la violenza , la forza del più forte verso il più debole, è qualcosa che trova terreno fertile  nella mancanza di una giusta cultura , in  animi non adeguatamente preparati a scegliere quali pulsioni assecondare e quali no, animi non educati al rispetto ed all’amore  saranno portati facilmente a compiere atti violenti , a profferire parole violente, a compiere gesti violenti.

 

Già, il rispetto e l’amore  andrebbero  insegnati prestissimo a maschi e femmine, appena nati, per l'amore  direi  che  è vero quello che si dice , che già dall’utero materno, nei discorsi, nelle comunicazioni “magiche” della madre con il figlio che deve nascere, il feto accoglie l'amore della madre e quasi se ne nutre

Prima dell’amore, insieme all'amore,  va insegnato il rispetto,  ma come?

Io penso  rispettando profondamente il nuovo essere che arriva. Cosa facile a dire, difficilissima a farsi, ma va fatta assolutamente.

Primo atto culturale da coltivare, il rispetto per la “persona”, che va vista come entità a se stante, un figlio, un bambino,  non come proprietà;  una maternità vissuta come libera scelta e come un atto di amore verso chi verrà, senza enfasi, senza ergersi ad eroine e vittime, il figlio lo fai se vuoi, nessuno ti deve obbligare , ed in genere nessuno ti obbliga, sai che hai una vita da coltivare e seguire come un giardiniere coltiva con amore il fiore preferito, la pianta preferita del giardino.

Un figlio che veda la luce, non per rivalsa o per sbaglio, o con lo spirito con cui ci si fornisce di un animaletto domestico da “ addomesticare”  e mostrare.

Un figlio, una figlia, da rendere adulti  autonomi e maturi, piccoli esseri da “amare”, nel senso più difficile del termine, sapendo che quell’amore si prova e si da per niente, per amore appunto, senza ricatti, senza pretendere, per dare e spontaneamente, senza rendersene conto. Non è cosa diffusa come  si vuole credere, e questo anche provoca danni, spesso irreparabili

Non sempre il violento è figlio di un padre violento, spesso c’è una madre violenta, più spesso certo una donna immatura succube di un uomo violento, ma spessissimo c’è una madre che non da amore, una donna che non sa dare amore e quindi, non sa “fare la madre”

Sappiamo tutti ormai che la violenza è figlia, tranne i casi di follia, dell’ambiente , dell’abbandono, dell’esempio, dell’abitudine, della non –cultura all’amore ed al rispetto delle persone.

Nessuna legge, nessuna costrizione potrà portare nella nostra società queste qualità dimenticate,o peggio,  ripudiate  : rispetto ed amore.

 Le donne,  le madri, debbono capire che loro è la prima responsabilità, se un figlio, se una figlia saranno lupi, quasi sempre all’origine c’è una madre che ha fallito, o per indifferenza, o per passiva accettazione di primitivi cliché.

Quindi si che  è necessaria una rivoluzione culturale,. Ma non è affatto semplice come si può credere ;purtroppo oggi c’erano tante donne in piazza che sono ancora indietro, che ancora  come quelle che le hanno precedute, partoriranno figli  e figlie che avvieranno alla violenza, e  tra queste molte sono  quelle così dette “femministe” che incitano all’odio verso il maschio, che hanno spintonato e cacciato “persone” da odiare in quanto maschi, senza sapere  che “tipo di maschi”  erano quelle persone.

Non è così che ci si avvia a cambiare la società, si potranno ottenere leggi severe, proclami, libri, spettacoli, che faranno la loro parte.. per chi è pronto a capire,  chi non è violento, ma poi?

Poi restano miliardi di mamme e papa’ impreparati, in cui  si spera di inzeppare idee altrui, insegnamenti, bla., bla,…, e si pensa di ottenere future generazioni migliori solo con i discorsi

L’educazione ai sentimenti, quella non  la si vuole.

E poi  a ben pensare a chi la affideremmo sta educazione ai sentimenti, alle femministe dei collettivi o alle sindacaliste o  alle cooperanti ideologizzate, ai centri sociali?

A chi cioè ha voluto escludere i sentimenti con tutte le sue forze, a chi ha accarezzato per decenni la cultura dell’odio, a chi ama  la violenza del linguaggio, delle immagini,  degli atti, dei pensieri..  a chi odia il maschio e dice che  la famiglia va distrutta, ma che madri saranno costoro, che maschi  cresceranno?

Se li odiano tanto , fino a regredire in un mondo espressivo fatto  di parolacce,  di atti  gratuitamente scurrili, di trasgressioni infantili e pecorecce, che figli maschi alleveranno? Che figlie femmine intrise di odio e violenza esse per prime alleveranno? davvero questa deve essere la cultura di riferimento per i nostri giovani, questa ne dovrebbe fare dei maschi non violenti? La cultura delle spinellanti insieme  ai figli, la cultura livida di rabbia, che ama mestare ed analizzare tutto ciò che è sporco   e  malsano, quella cultura che giustifica violenze, droghe, insulti, linguaggi scurrili in  nome di non si capisce che? Fortunatamente molte erano le donne in piazza, e non tutte odiavano, non tutte escludevano, fortunatamente ad avvertire le estremiste  una voce si è levata a dire che così non va, Dacia Maraini ha parlato, spero che in futuro approfondisca, che collabori ad “educare le donne” che imparino finalmente ad  educare i figli, maschi e femmine,  e che buttino al cesso infine le vecchie ideologie, almeno quando abbracciano un figlio o si difendono dalla violenza di un uomo stupido.

Che finalmente le insegnanti la smettano di indottrinare i nostri figli fin  dall'asilo e si dedichino ad "educarli" oltre che ad erudirli,  dopo esser state educate loro per prime bene inteso.... un lavoro immane!

Scrivi Commento
  • Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
  • Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
  • E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam. Cose del genere verranno cancellate.
  • I commenti verranno approvati dall'Amministratore prima di venire pubblicati.
  • Ricordarsi di inserire il codice numerico nell'apposito box
  • Se il codice è errato riaggiornare la pagina (refresh)
Nome:
Sito web
Titolo:
Commento:

Desidero essere contattato quando vengono pubblicati altri commenti


Riporta quest'articolo sul tuo sito!

  Lascia il primo commento!

Powered by AkoSuite 2007

Condividi con
 
< Prec.   Pros. >
Libri da non perdere

 
Downloads
     
 
 
     
 
 


Segnalato su:
 
     
il Taggatore  
     
Viadeo  
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.