
L'Alba è stata descritta mille e mille volte, il suo formidabile incanto
si rinnova da secoli , in realtà essa fa parte dell'indescrivibile.
La notte
sembra ritrarsi permettendo che il mondo intorno ci venga ancora una
volta svelato. Attimi di sospensione, e se ci fermassimo a guardare e
sentire, andando oltre l'incanto del bello che si dispiega lento e
maestoso davanti ai nostri occhi, forse, chi sa, potremmo riuscire
a catturare una nuova consapevolezza, una nuova coscienza, arrivando
a cogliere la informazione implicita che, sia pure per poco, in quel
momento di passaggio da uno stato ad un altro, ci si disvela.
Ieri mentre provavo, con miseri mezzi tecnici, a fermare
l'attimomagico, producendo questa foto poco significativa, mi sono
detta che era un un po' come spiare attraverso un varco sul
mistero, attraverso una porta che ci viene appena dischiusa,
spandendo intorno un che di sacro,di sospeso ed inespresso dal quale
nasce l'incanto, speranza di nuova coscienza.
" Ho abbracciato l'alba d'estate" ( A.Rimbaud )
ed è Poesia
L'alba d'estate, se vi capita di vederla è difficile che il suo incanto non vi prenda, vi è mai venuto intenso il desiderio di abbracciarla in un empito di gratitudine per le sensazioni che vi provocava? No ? Non è detto che prima o poi non capiti anche a voi lei, l' alba giusta, quasi una persona , una meravigliosa dea da inseguire, abbracciare, con cui giocare, proprio come Rimbaud racconta in questa sua bellissima Illuminazione:
Ho abbracciato l'alba d'estate.
Niente si muoveva ancora nel
fronte dei palazzi. L'acqua era morta. I campi d'ombra non lasciavano
la strada dei boschi. Ho camminato, risvegliando gli aliti vivi e
tiepidi, e le pietre guardarono, e le ali si alzarono senza
rumore.
La prima impresa fu, nel sentiero già pieno di freschi e
pallidi chiarori, un fiore che mi disse il suo nome.
Risi al
wasserfall biondo che si svincolò attraverso gli abeti: dalla cima
argentata riconobbi la dea.
Allora alzai uno ad uno i veli. Nel
sentiero, agitando le braccia. Per la piana, dove l'ho denunciata al
gallo. Nella città fuggiva tra i campanili e i duomi, e correndo
come un mendicante sui sagrati di marmo, la cacciavo.
In cima alla
strada, vicino a un bosco di alloro, l'ho attorniata coi suoi veli
ammassati, e ho sentito un po' il suo immenso corpo. L'alba e il
bambino caddero giù dal bosco.
Al risveglio era mezzodì.
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1. Finchè Luce sarà. Scritto da Franco Parpaiola , il 26-08-2011 09:50 Salve Marista. Hai fatto una bella foto. La Poesia e molto significatavia. IL Tutto si rinnova in continuazione, il Giorno dalla Notte e vice versa, senza sosta e sempre con nuove cose da scoprire... finchè Luce sarà... Mentre commentavo questo tuo post mi son ricordato dell'ultina frase in uno dei miei Manoscritti,questa: .. e poi ... e poi il Mare, preso in prestito dalla Luna e portato via lontano, lontano dall’altra parte del Mare, come d’incanto ritornò, e fino alla prossima bassa marea, tutto, la Spiaggia e la Collina ma in un tempo diverso, apparvero come prima, quasi eterne e inerti e fragili, nel sempre ritornante ciclo della Marea. (da manoscritto n°6, Feb 2004 "Das Meer ist Leben") Ciao.
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