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Marista
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Notte di inverno PDF Stampa E-mail
Scritto da Marista Urru   
mercoledý 14 gennaio 2009


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Notte di inverno

Notte di ombre,

Di secchi fruscii

Dai rami brinati.

Assorta cammino

E gelide mani

lievi inanellano

i capelli ostinati.

Nei ricordi mi incanto,

l’antico suono del piano

leggero si spande.

 

Da " colloqui con il vento"

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AFORISMI su la veritÓ PDF Stampa E-mail
Scritto da Marista Urru   
mercoledý 07 gennaio 2009

                                                                              








Aforismi su la verità

 

Noi creiamo il mondo che percepiamo, non perché non esiste realtà fuori dalla nostra mente, ma perché scegliamo e modifichiamo la realtà che vediamo in modo che si adegui alle nostre convinzioni sul mondo in cui viviamo.

Si tratta di una funzione necessaria al nostro adattamento e alla nostra sopravvivenza

 

( Gregory Bateson  1904-1980

 

 

La verità era uno specchio che cadendo dal cielo si ruppe. Ciascuno ne pese un pezzo e vedendo riflessa la propria immagine, credette di possedere l’intera verità

 

Mevlana Rumi  sec. XIII


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Cercare "l'altra tigre", si deve perchŔ in noi Ŕ la salvezza dal nulla del mondo moderno PDF Stampa E-mail
Scritto da Marista Urru   
martedý 06 gennaio 2009

 

Cercare "l’altra tigre", sull'onda della poesia  di Borges, scrivere  noi stessi o leggere pagine scritte  da altri e rendersi dolorosamente conto che davvero  ha ragione Borges: in realtà  quando scrivi, narri o cerchi di descrivere, hai davanti solo parole, sillabe su carta che si ripetono sino a perdere senso perchè mai le parole rispecchiano quello che vorrebbero, e cioè  la vita, il mondo,  ciò che  Borges  appunto nella poesia “ l’altra tigre” simboleggia con la tigre, quella vera che sta nella foresta e non  nella pagina che egli  ha davanti da riempire,    pagina che  simboleggia   appunto i limiti della conoscenza e la impossibilità di rappresentare  gli accadimenti, la realtà senza  aggiungere qualcosa di nuovo  di personale  di fuorviante.

Ne scrive  ne "la rosa gialla"  "...che gli alti e superbi volumi che formavano in un angolo della sala una penombra d'oro non erano (come la sua vanità aveva sognato) uno specchio del mondo, ma una cosa aggiunta al mondo.

Non sarà quindi la letteratura la chiave di salvezza dal nulla del mondo moderno spogliato e privato degli antichi valori senza che niente li abbia sostituiti.

Pure questa poesia di Borges  mi spinge a pensare che l'altra tigre si possa trovare, che se la nostra salvezza non è nella letteratura come con dispiacere Borges ha a più riprese affermato  nel corso della  vita,  ciononostante la nostra salvezza è in noi, perchè la tigre vera  (unicum dio-uomo) è nella nostra Mente.

Nella mente noi abbiamo formatasi nel tempo  o addirittura come archetipo  "l'idea" della tigre , che in certo qual modo sfuma e si deforma nel momento in cui cerchiamo di trascriverla  e comunicarla, sicchè come nota Borges , è come se producessimo una terza tigre, e così via all'infinito.  Ma se ammettiamo che nella nostra mente abbiamo LA TIGRE,   intendendo  che  nella Mente è la unione  dio-uomo, perchè è lì che si ricompone il dualismo  materia cosciente e spirito inconscio, allora dobbiamo capire che  solo con l'ausilio della Mente ognuno di noi potrà ritrovare la propria parte sconosciuta e che dalla unione infine delle due parti, verrà la salvezza dell'uomo moderno , smarrito e infelice.

 

In ognuno di noi in somma coesistono due tigri: l’io  consapevole e l’inconscio, la nostra salvezza è in questo, nel ricercare in noi e trovare finalmente quella capacità  insita di unire io cosciente ed inconscio. Forse per questa natura doppia secondo le tradizioni orientali,  in Cina  la tigre  è il terzo segno dell’oroscopo, che corrisponde ai gemelli; si è soliti  scrivere  di questo segno che indica doppiezza in senso spregiativo, pure io credo  che vista la doppiezza in questo senso tenendo conto delle tradizioni orientali, il quadro cambia e ricadiamo nel dualismo tra io conscio ed inconscio che si uniscono in unità nell'archetipo della unione dio animale.




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La favola del topo, del passero e dell'istrice prepotente PDF Stampa E-mail
Scritto da Marista Urru   
sabato 27 dicembre 2008



Viveva in un bosco un topolino simpaticissimo, chiamiamolo Ben.

 

Ben  teneva moltissimo alla sua casa, l’aveva ricavata sotto le radici di una grande quercia ed era ampia e pulita, tenuta benissimo , come pochissimi topi sanno fare; era  piena di ogni ben di dio, nocciole, bacche, e pezzetti di torta rubacchiati  nelle case dei contadini poste nei pressi del bosco. Si riteneva  a ragione fortunato e pensava di  esser  certo il migliore degli abitanti del bosco, di sicuro avrebbe conquistato importanza nella comunità.

 

Un mattino spalava neve davanti alla sua piccola reggia, quando un passero comune, con una ala offesa, gli chiese ospitalità  per la notte in vista di una ricca nevicata , visto che per lui sarebbe stato difficile tornare al nido.

 

Il topo guardò il passero e pensò che dall’ospitarlo non gliene sarebbe venuto nulla, né lustro, visto che si trattava di un animale comune, né aiuti di nessun genere, visto che non aveva né padroni né padrini. E gli rifiutò  aiuto.

 

Poco dopo , sul fare del tramonto, si presentò un istrice: bello ed imponente, era animale temuto per i suoi aculei e nel bosco era rispettato, aveva amici ricchi e potenti, era amico della volpe più anziana ed astuta, quella cui il cibo non mancava mai, sapeva bene come arraffarlo ai più deboli del bosco quindi  anche se al momento l’istrice  sembrava povero e malmesso, pensando alle “protezioni” che poteva vantare, Ben  fu felicissimo di aprirgli la porta della sua casa e di mettere a sua disposizione parte delle sue ricche provviste.

 

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AFORISMA: Passato e futuro , di Francesco Guicciardini PDF Stampa E-mail
Scritto da Marista Urru   
venerdý 26 dicembre 2008

Le cose passate fanno luce alle future, perché el mondo fu sempre di una medesima sorte, e tutto quello che è e sarà è stato in altro tempo; e le cose medesime ritornano ma sotto diversi nomi e colori; però ognuno non le riconosce, ma solo chi è savio e le osserva e considera diligentemente.

 

Francesco Guicciardini


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AFORISMI sul Natale PDF Stampa E-mail
Scritto da Marista Urru   
giovedý 25 dicembre 2008


"Vorrei poter mettere lo spirito del Natale all'interno di un barattolo e poterlo tirare fuori mese per mese, poco alla volta" - (Harlan Miller).

 

Tutto è relativo in questo mondo. Chieda un po' alle oche e ai tacchini la loro opinione sul Natale!

(Willforth, Peter)

 

 

Ho smesso di credere a Babbo Natale quando avevo sei anni. Mamma mi portò a vederlo ai grandi magazzini e lui mi chiese l'autografo.

(Temple, Shirley)

 

Non c'è niente di più triste nel mondo che svegliarsi il giorno di Natale e non essere un bambino."
(E. Bombeck)


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